Biografia Valerio Bellone
Il mio percorso nasce presto. Da bambino ho praticato diversi sport e, nel tempo, diverse arti marziali (judo, karate, escrima, muay thai), anche con un’impostazione agonistica. Eppure, per quanto fossero esperienze formative, sentivo che mancava qualcosa. Molte discipline, soprattutto quando vengono insegnate con un taglio esclusivamente competitivo, tendono a ruotare attorno a un’idea di prestazione: vincere, prevalere, “essere migliori”. È un modello efficace per ottenere risultati tecnici, ma povero quando si tratta di maturare equilibrio, lucidità, presenza e una profondità umana che vada oltre il primitivo sentimento del “il forte mangia il debole”.
Dalla competizione al percorso
Col tempo ho capito che l’equilibrio psicofisico può essere fortemente limitato dall’ego: ossessionato dal primeggiare e atterrito dall’incognita del domani. L’obiettivo da raggiungere, la perfezione da inseguire, la maschera “giusta” da mostrare, la prova successiva da superare. È una mentalità che spinge a vivere in avanti e che tende a far perdere il senso del percorso, mettendo le persone costantemente le une contro le altre. In questi casi anche l’allenamento “sportivo” rischia di diventare solo una forma elegante di conflitto: una vittoria che consola per un attimo e poi riapre la stessa inquietudine di fondo. Quando si perde (o non si acquisisce mai) un percorso di maturazione umana, si perde anche la parte più essenziale di ogni pratica corporea: la coscienza del mutare continuo di ogni cosa, noi compresi, e l’accettazione che nulla è eterno.
L’incontro con il Tai Chi Chuan e il Qi Gong
Questa ricerca mi ha portato a incontrare il Tai Chi Chuan (Taijiquan), il Qi Gong e, in seguito, alcuni sistemi di meditazione daoista e buddhista. Per me non sono state “attività rilassanti” nel senso superficiale del termine, ma pratiche che aprono un campo di lavoro molto più ampio: la capacità di ascoltare, di ridurre ciò che è inutile, di riconoscere tensioni e automatismi, e di trasformare il movimento in un linguaggio del corpo consapevole. Inoltre, come spesso accade, queste discipline si sono rivelate un ponte naturale verso la cultura cinese, verso la medicina tradizionale e verso il millenario sistema di pensiero daoista.
Che cos’è il Taijiquan, in pratica
Il Taijiquan è noto come uno dei principali stili interni marziali cinesi e il suo allenamento comprende forme (sequenze codificate a mani nude e con armi), esercizi spesso oggi ricondotti, in modo semplificato, al Qi Gong, lavori in coppia come il tui shou (“mani che premono”), e altre pratiche funzionali come i song gong (esercizi di rilascio della tensione), e così via. In origine – e ancora oggi, per chi lo pratica con serietà – il Taijiquan non è solo “tecnica”: è un metodo per allineare corpo, mente e attenzione, e per trasformare la relazione tra forza e sensibilità, tra intenzione e gesto, tra stabilità e cambiamento. È anche per questo che, dopo centinaia di anni di evoluzione, continua a mostrarsi come un percorso che va oltre la marzialità in senso stretto.
Studiare sempre per restare liberi
Un aspetto centrale del mio lavoro è rimanere in una condizione mentale che considero fondamentale: non smettere di studiare. Ho approfondito con insegnanti appartenenti a diversi lignaggi e stili, mantenendo un atteggiamento critico e aperto, più vicino alla mente del principiante che alle certezze granitiche di chi si sente “arrivato”. Il dubbio, se ben usato, non indebolisce: protegge dal dogmatismo e mantiene vivo l’aspetto sperimentale della pratica.
Taiji Gate e il mio metodo di insegnamento
Nel corso del tempo ho sviluppato un metodo di insegnamento basato su un principio molto concreto: ciò che è profondo deve diventare praticabile. Dal 2014 ho scelto di condividere questo approccio attraverso una scuola, Taiji Gate, dove è possibile studiare il Taijiquan (nella corrente dello stile Yang), diversi sistemi di Qi Gong e alcuni metodi di meditazione in diversi corsi. Tradizione e innovazione, per come le intendo, non sono opposti: la tradizione è ciò che funziona e che merita di essere tramandato; l’innovazione è il modo intelligente di rendere quel patrimonio comprensibile a persone che vivono in un contesto culturale e linguistico diverso da quello del passato.

Design, grafica, viaggi e fotografia
Qui entra in gioco anche un’altra parte del mio percorso, apparentemente laterale ma per me fondamentale. Mi sono laureato in Digital Design presso lo IED di Torino e, dal 2006 al 2021, ho lavorato come web e graphic designer. Nello stesso periodo ho operato anche come fotoreporter professionista: ho viaggiato molto, già a partire dal 1999, soprattutto tra Asia e Oceania, vivendo per lunghi periodi a Sydney (Australia) e a Chiang Mai (Thailandia). Il viaggio e le esperienze lavorative precedenti mi hanno lasciato due cose che porto ancora oggi nel lavoro sulle arti interne: un’attenzione alla chiarezza comunicativa (se un concetto non si capisce, è come se non esistesse) e una familiarità diretta con contesti culturali diversi, che aiuta a distinguere tra ciò che è essenziale e ciò che è solo “abitudine locale”. Inoltre, la fotografia mi ha permesso un lungo cammino: da osservatore – vincitore di premi internazionali con esposizioni in diverse città (Mosca, Londra, Parigi, Berlino, Palermo…) – sono diventato, gradualmente, partecipe, fino a non sentire più il bisogno di fotografare e mostrare, ma piuttosto di vivere con mente, corpo e spirito il mio passaggio nel mondo.
Scrittura, ricerca e chiarezza sui testi antichi
Il mio interesse per la scrittura nasce dalla stessa esigenza che guida l’insegnamento: ridurre i fraintendimenti e restituire un linguaggio praticabile ai contenuti tradizionali. E fare chiarezza in un mondo spesso fatto di passaparola, che diffonde certezze fragili e, non di rado, imprecisioni anche sul piano storico. Molti insegnamenti ci arrivano da una Cina antica e prescientifica nel senso contemporaneo del termine, basata su una “scienza del sentire” più che dell’osservare. Per questo, ogni traduzione e ogni commentario richiedono cautela: una parola può essere interpretata in modo troppo letterale oppure trasformata in spiritualismo vago. Il mio lavoro cerca una via semplice: rispetto per la fonte, chiarezza di lettura e continuità di verifica nel corpo.
Questa linea di ricerca si riflette quindi in tutti i miei testi pubblicati finora che, in ordine temporale, sono:
I tre Classici del Taijiquan di Wang, Wu e Li (2022)
Attualmente già alla seconda edizione (2023) e in fase di traduzione in lingua inglese.
Oltre il tempo: Manuale pratico per la longevità tra saggezza e scienza (2025)
Iniziare il Tai Chi Chuan: Guida Essenziale (2026)
Pubblicato lo stesso anno anche in lingua inglese con il titolo: Beginning Tai Chi Chuan: An Essential Guide.
Manuali e scritti tradizionali del Taijiquan stile Chen (2026)
Attualmente in fase di traduzione in lingua inglese.
Apri dove sei – 108 risposte da consultare quando cerchi una direzione (2026)
Il terzo saggio della mia trilogia sul Taijiquan
Al momento sto lavorando alla stesura del terzo e ultimo saggio della mia trilogia sul Taijiquan che ha come titolo provvisorio “I Classici dello stile Yang/Wu”. L’obiettivo è completare un percorso editoriale che non sia un semplice insieme di traduzioni, ma una bussola: testi, contesto e criteri di pratica, per chi vuole studiare seriamente senza smarrire il legame con l’esperienza.
Fare il proprio Taijiquan, senza inventarlo
Un tempo alcuni maestri dicevano: “Io ti ho insegnato il mio Taijiquan, ora vai per il mondo e fai il tuo Taijiquan”. Ho sempre interpretato questa frase in modo molto concreto: non come libertà di inventare, ma come responsabilità di comprendere. Comprendere significa scegliere, selezionare, verificare e mantenere fede a ciò che funziona. Quello che propongo oggi è il risultato di questo lavoro: una sintesi in continua evoluzione, radicata nella tradizione, ma orientata alla chiarezza, alla pratica reale e alla crescita umana.
Retroterra e competenze tra immagine, progetto, viaggio e corpo.
Tracce di un percorso trasversale in ordine cronologico.
Arti interne e Scrittura
Fondo Taiji Gate, scuola italiana di Tai Chi Chuan, Qi Gong e meditazione, e avvio percorsi strutturati di formazione: in particolare, seguo e formo allievi nel percorso per diventare istruttori della scuola. Nell’ambito della didattica sviluppo anche una mia sequenza codificata in stile Yang, la “Forma 36”, pensata per offrire ai principianti una base solida e progressiva, integrando in modo coerente i diversi metodi dello stile Yang (piccolo, medio e grande telaio) in un’unica forma.
Parallelamente sviluppo attività di divulgazione e ricerca applicata: collaboro con istituti ospedalieri (Policlinico e Civico di Palermo) per promuovere e studiare i benefici del Tai Chi, partecipando come insegnante della disciplina a progetti di ricerca in questo ambito.
Integro il percorso con una formazione specifica nelle pratiche olistiche e nel lavoro energetico: conseguo a Chiang Mai un diploma in massaggio energetico riconosciuto dal Ministero della Salute thailandese, attraverso un corso teorico-pratico di 532 ore, e approfondisco la meditazione buddhista presso templi di montagna nel nord della Thailandia. Inoltre collaboro con associazioni specializzate nelle pratiche olistiche in Italia.
Infine, affianco alla pratica e all’insegnamento anche un lavoro editoriale: scrivo libri tematici sul Tai Chi Chuan e un manuale tascabile sulla longevità pratica.
- Taijiquan
- Qi Gong
- Meditazione
- Massaggio energetico
- Scrittura
PERCORSI PRECEDENTI
In questo periodo viaggio in diverse aree del mondo (Europa, Nord Africa, Asia e Oceania), sviluppando un’idea di racconto per immagini attraverso una tipo di fotografia rivolta sia alla natura (antropizzata e non) sia alle culture locali e alle dinamiche sociali. Parallelamente affino la tecnica e consolido un linguaggio visivo personale.
Approfondisco la post-produzione digitale come parte integrante del processo fotografico, curando sviluppo del file, resa tonale e coerenza cromatica attraverso un flusso di lavoro professionale (Adobe Photoshop, Camera Raw e strumenti affini).
Collaboro come fotografo freelance con testate e pubblicazioni, tra cui Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ), Die Welt e La Repubblica, oltre ad altri quotidiani, settimanali, riviste e cataloghi.
Lavoro inoltre come fotografo di scena a Palermo per diversi teatri, come fotografo di prodotto nel settore tessile e industriale (collaborando con aziende in Lombardia) e come ritrattista, sia in studio sia in ritratti ambientati, realizzando servizi per personaggi pubblici e del mondo dello spettacolo.
Partecipo a concorsi fotografici internazionali, ottenendo premi e menzioni d’onore: IPA; MIFA; SWPA Sony, Black and White Spider; Potography Master Cup; Leica Award; Px3.
Espongo contestualmente in varie città, tra le quali: Mosca, Parigi, Londra, Berlino e Palermo.
Nel mio percorso “Digital Design” mi avvicino alla progettazione web fin dai primi anni di diffusione di internet, iniziando subito a lavorare da autodidatta nell’ambito della realizzazione di siti. Nel 2002 vinco una borsa di studio presso lo IED di Torino, che mi permette di entrare nel percorso di studi, concluso nel 2006.
Dopo la laurea collaboro, sia come freelance sia come dipendente, con diverse aziende di comunicazione in Italia e all’estero, includendo un periodo di lavoro a Sydney (Australia). In parallelo consolido competenze in grafica vettoriale e comunicazione pubblicitaria, specializzandomi anche in logo design e branding, sviluppati per aziende private ma anche per enti e progetti pubblici.
Dopo la laurea collaboro, sia come freelance sia come dipendente, con diverse aziende di comunicazione in Italia e all’estero, includendo un periodo di lavoro a Sydney (Australia). In parallelo consolido competenze in grafica vettoriale e comunicazione pubblicitaria, con attenzione alla progettazione visiva orientata agli obiettivi.
Con l’evoluzione del web 2.0 mi specializzo nella realizzazione di siti su WordPress, integrando in modo strutturato le basi dei linguaggi web (HTML e CSS) per personalizzazioni, performance e coerenza di design.
Negli anni più recenti approfondisco lo studio del comportamento dei motori di ricerca e delle logiche di posizionamento, sviluppando competenze SEO e l’uso di strumenti e applicativi dedicati all’analisi e all’ottimizzazione. In parallelo, con l’affermarsi dell’AI generativa, integro nel mio workflow strumenti come MidJourney per la produzione di immagini, in modo consapevole e professionale, valorizzando un retroterra di lungo corso nel digitale e nella cultura visiva.
Per maggiori informazioni su questo mio percorso puoi anche visitare WPixo.com
